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Capodanno Bizantino. Il giorno della nomina a Magister di Cargaleiro

Amalfi si è rituffata per un giorno nel Medioevo. E l’ha fatto rievocando una delle gloriose pagine della sua storia. Quella cioè dell’inizio dell’anno fiscale e giuridico che ogni 1° settembre coincideva con l’entrata in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nell’epoca ducale. Un evento da cui trae spunto il Capodanno Bizantino l’evento culturale al quale è legata la cerimonia di investitura del Magister di Civiltà Amalfitana.

E ieri è toccato a Manuel Cargaleiro, artista portoghese di fama internazionale, indossare il mantello dopo aver dato lettura alla presenza dell’arcivescovo di Amalfi, mons. Orazio Soricelli, e dei sindaci di Amalfi e Atrani, della formula in latino sul sagrato della chiesa palatina di San Salvatore de’ Birecto. «Oggi è un grande giorno per me – ha detto il novantenne maestro – E’ uno dei giorni più belli della mia vita. Non pensavo di avere tanti amici e di essere oggetto di così forti sentimenti di amicizia in Costiera Amalfitana. Sono uno che nella vita ha sempre lavorato e sognato. Anche in questa terra ho molto lavorato e sognato, poi sono stato accettato e riconosciuto. Per questo lascio qui un grande abbraccio e la mia grande amicizia per tutta la Costiera, a tutta la sua gente, che adesso è nel mio cuore. Grazie».

Poche parole di ringraziamento alla folla e a quanti lo hanno voluto insignire del prestigioso riconoscimento attribuitogli per aver riproposto e reinventato, in raffinate modulazioni, trame e motivi classici «in cui i bagliori di Bisanzio, l’azzurro degli azulejos e gli smalti delle maioliche vietresi e pompeiane riflettono la bellezza intangibile degli orizzonti mediterranei provvidamente salvati dal devastante ingombro di piattaforme petrolifere in progetto». Opere e mosaici di cui Cargaleiro ha fatto dono, nel corso degli anni, a Raito, Ravello, Salerno e Amalfi. Una traccia della grande arte del maestro che ha recentemente firmato il logo della candidatutura di Ravello- Costa d’Amalfi a Capitale della Cultura 2020. «Nei colori e nella rappresentazione complessiva del logo è riuscito a simboleggiare l’insieme della Costiera Amalfitana – ha detto il sindaco di Atrani, Luciano De Rosa LaderchiEd è importante che proprio un maestro dell’arte sia riuscito a mettere insieme i sindaci della Costiera Amalfitana. Un’impresa non facile. Cargaleiro ha contaminato ed è stato contaminato dagli elementi culturali della Costiera. In effetti lui è uno di noi: ha donato opere un po’ dappertutto e in suo nome esiste una fondazione. Presto donerà anche un piccolo pannello ad Atrani che inaugureremo la settimana prossima».

Il sindaco di Amalfi Daniele Milano ha sottolineato: «Col Capodanno Bizantino è andata in scena una grande festa che il territorio ha tributato a una personalità che si è distinta per la bellezza delle sue opere. Una di queste è installata ad Amalfi e suggella la vittoria del territorio contro il tentativo delle installazioni petrolifere in Costiera. Il titolo di Magister a Manuel Cargaleiro è una bella scelta in linea con quelle lanciate negli ultimi anni. Si tratta di un artista che ha fatto cose belle in un posto bello e oggi ci ha ringraziato lasciandoci la sua emozione e commuovendo tutti per la sua prorompente semplicità».

Con l’investitura del Magister di Civiltà Amalfitana, spazio anche alla rievocazione attraverso l’imponente corteo storico che celebra l’apogeo della Repubblica di Amalfi intorno al Mille, e che ha fatto da cornice sia alla cerimonia ad Atrani che al momento conclusivo dell’evento sulla maestosa scalea della Cattedrale di Amalfi dove si è svolta la presentazione ufficiale alla cittadinanza.

Dopo la presentazione ufficiale del Magister, il complesso monumentale della cattedrale di Sant’Andrea assieme a piazza Duomo è diventato cornice dell’Amalfi 839 A.D. Musical. Lo spettacolo, nell’edizione ampliata appositamente per il Capodanno Bizantino, ha riscosso il vivo apprezzamento degli spettatori. Il colonnato arabeggiante, la scalea, la piazza si sono intessuti in maniera eccezionale alla storia in musica della nascita della Repubblica Marinara e della narrazione romanzata dell’amore tra il prode Antonio e la bella Giovanna. La città intera è diventata teatro, mettendo in scena nelle strade di Amalfi alcuni dei momenti lì sono stati vissuti nell’anno 839 . Mentre il suo salotto è stato palco, i vicoli che l’avvolgono sono diventati quinte, attraverso i quali gli attori si sono spostati per entrare in scena di volta in volta da uno dei diversi, caratteristici budelli che danno su piazza Duomo. Creando un apparato scenico spettacolare che ha entusiasmato quanti hanno gremito la piazza. Si è così conclusa in maniera ideale la rievocazione dei fasti medioevali della Repubblica Marinara di Amalfi. L’appuntamento, ora, è per il Capodanno Bizantino 2018.