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Addio al prof. Giuseppe Liuccio

Ha amato Amalfi forse più dei luoghi della sua infanzia. E non ha mai perso occasione per celebrarla, esaltarla, raccontandola sempre in punta di penna. Nelle metriche che le ha dedicato così come nei suoi articoli. Perché per il professor Giuseppe Liuccio, Amalfi è stato sempre “nu quadro pittato d’ammore”.

Sin dai tempi in cui, giovanissimo, ottenne la cattedra di latino e greco presso il Liceo Classico Matteo Camera. Dalla vivacità intellettuale fuori dal comune, ebbe il merito da presidente dell’Azienda di Soggiorno e Turismo, di trasmettere questo suo amore viscerale per la Città anche a un grande del Novecento come Salvatore Quasimodo che dedicò ad Amalfi il suo memorabile Elogio.

Poeta, scrittore, giornalista, amministratore comunale, Liuccio è stato un punto di riferimento per intere generazioni ma soprattutto un vulcano di idee che col suo entusiasmo ha dato spinta propulsiva alla crescita culturale di Amalfi e della Costiera. Tra le le sue più felici e feconde intuizioni, la Mostra di Arte Povera nell’Antico Arsenale e le commemorazioni del centenario della nascita di Quasimodo che videro Amalfi ospitare personaggi del calibro di Derek Walkott, Rita Levi Montalcini, Maria Luisa Spaziani. Amore elargito a piene mani per la Città che ha appreso con commozione della scomparsa di uno dei suoi più illustri e appassionati estimatori.

Per Liuccio Amalfi è stato «no suonno sunnato scetato», una musica dolce suonata dal mare. Le sua poesie, i suoi testi sono miracoli che si fanno canto che difficilmente saranno scippati dal cuore degli amalfitani.

Il Sindaco Daniele Milano insieme all’Amministrazione e la cittadinanza tutta si uniscono al dolore della famiglia.